Anton Perich, la painting machine e Night NY su Zooppa Blog

A volte la rete se pur fredda come la immaginiamo, ci dona conoscenze e amicizie particolari, poetiche, che non si riescono a misurare perchè vanno oltre quelli che sono i nostri sogni, i nostri desideri…

Conoscere Anton Perich, inventore della painting machine (una sorta di antenata della stampante ink jet che usiamo oggi) e creatore della rivista Newyorkese Night, ha dato calore alla visione che ho dei social, pur confermandomi nei suoi pensieri, la mancanza di un nuovo senso che darebbe umanità al web: il Con-tatto

http://blog.zooppa.it/2010/01/intervista-ad-anton-perich-inventore-della-painting-machine/

SECTIO AUREA, di Marco Fioramanti

Fioramanti

ASSOCIAZIONE CULTURALE TRAleVOLTE Piazza di Porta San Giovanni, 10 – Roma

MARCO FIORAMANTI

SECTIO AUREA

a cura di Francesco Pezzini e Cesare Sarzini

Inaugurazione giovedi 11 febbraio 2010 ore 18,00

fino al 9 aprile – tutti i giorni 17-20 e per appuntamento (escluso sabato e festivi)

Con l’intervento Sectio Aurea di Marco Fioramanti prosegue l’indagine sul rapporto arte-architettura nello spazio TRAleVOLTE. Dalle forme e dalle misure del volume interno, l’artista – che da tempo opera nel recupero dei segni, comportamenti e riti d’iniziazione delle culture extra-europee - ha individuato nella figura del cerchio, del vacuum e del rapporto aureo gli elementi della sua installazione.. La sezione aurea e il cerchio permettono all’artista di costruire un intervento nell’ambiente che richiama sia la struttura architettonica sia substrati antropologici e magico-religiosi. Parte integrante dell’esposizione sono alcuni oggetti reliquiali che l’artista ha incontrato lungo il suo percorso. L’intervento evidenzia il legame fra il materiale e il metafisico insito in ogni forma mistica e antropologica, svelando l’alone magico che avvolge ogni gesto quotidiano, anche il più consueto, e lo stupore nello scoprire significati nascosti in tutte le azioni della nostra vita, senza eccezioni.

Il giorno dell’inaugurazione l’artista realizzerà la performance  in collaborazione con Sylvia Di Ianni, Alessandra Sani e Luigi Ferracci.

Marco Fioramanti (Roma 1954), inizia l’attività artistica a metà degli anni ’70. Nel 1979 si laurea in ingegneria alla Sapienza con Giorgio Croci con una tesi sperimentale sul consolidamento nei centri storici. Approfondisce studi di estetica sulla percezione visiva con Pietro Montani ed Emilio Garroni. Pittore e performer, co-fondatore del Movimento Trattista (1982), vive 4 anni a Berlino Ovest, poi a Barcellona e New York. Negli anni ’90 effettua ricerche sul campo in Cina, Tibet, Marocco e sullo sciamanesimo in Nepal. Dal 2001 svolge attività seminariale con studenti dell’Accademia di Belle Arti e direzione artistica editoriale. Nel 2007 è nominato artista-curatore del padiglione italiano della XXIV biennale di Alessandria d’Egitto e fondatore della collana Night Italia. Sue opere sono presenti in Musei e collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero. mfioramanti@yahoo.itwww.fioramanti.ithttp://nightitalia.wordpress.com

ASSOCIAZIONE CULTURALE TRAleVOLTE

Piazza di Porta San Giovanni, 10 – Roma

Tel. 06.70491663 – Fax 06.77207956

tralevolte@yahoo..it

www.tralevolte..org

Intervista di Lorenzo Pezzato

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Intervista a Fabio Ghioni, scrittore ed esperto di sicurezza

Da quanto usi i social(Facebook®, Myspace®, etc?)

Ho un profilo su LinkedIn® da diversi anni. Poi ho cominciato a interessarmi a Facebook®, Twitter®, Myspace ®e via dicendo soprattutto perchè, specie su Facebook®, ho notato che non c’è alcun controllo sull’identità dell’utente, lasciano aperto il network a furti d’identità.

Come li usi?

LinkedIn®, Viadeo® e Naymz® li uso per scopi professionali. Con altri social network il lato professionale e le passioni si mescolano. Su Facebook®, ad esempio, ho tre pagine: una per il mio sito www.fabioghioni.net e due rispettivamente per i miei ultimi due libri, La nona emanazione – un romanzo di fantascienza – e Hacker Republic.

Li ritieni un strumento valido per comunicare?

Sì, a patto che si sia consapevoli che su internet la privacy non esiste. Ma questo fa parte di un discorso più ampio. Come ho scritto in Hacker Republic, anche quando usiamo la tessera del supermercato o l’abbonamento dei mezzi pubblici, ogni nostro movimento viene registrato e finisce in un database.

Hai instaurato rapporti lavorativi grazie ad essi?

Più che a instaurare rapporti lavorativi i social network servono a farsi conoscere, a costruire una rete di contatti. Poi il lato umano fa il resto, poco importa quale sia il canale.

Eccovi il suo ultimo libro, Hacker Republic.

Hacker Republic si ispira alla trilogia Millennium e in particolare al personaggio di Lisbeth Salander. La hacker di Larsson è diventata un’icona dell’underground digitale presso il grande pubblico. Per questo ho voluto approfondire l’argomento, fuori della finzione letteraria, spiegando “alle masse” questo sottomondo che balza alle cronache solo in casi clamorosi e che non può essere classificata secondo le categorie a cui siamo abituati.
Gli hacker si muovono secondo moventi diversi da quelli del mondo ‘convenzionale’, ma questo perché conoscono le regole sottostanti. È vero che in alcuni casi la loro straordinaria abilità è asservita a quello che chiamo “il lato oscuro”, diventando lo strumento per azioni criminali (o almeno a ciò che secondo le regole comuni è considerato tale). Il loro compito è però anche svelare tramite azioni clamorose che le sicurezze di cui viviamo sono del tutto illusorie, perché nel momento in cui l’uomo è diventato totalmente dipendente dalla tecnologia, qualsiasi cosa gli può essere tolta dalla tecnologia stessa, a cominciare dalla propria privacy per finire con l’identità. Il prezzo da pagare è altissimo e i più non ne hanno nemmeno il sospetto. La dipendenza dalla tecnologia non riguarda solamente i singoli individui ma anche gli organismi, le nazioni, le banche. Basta un attacco informatico e i nostri soldi (che oggi come oggi sono solo un numero in un database) scomparirebbero nel nulla. Tutta la nostra civiltà ripiomberebbe improvvisamente nel Medioevo.
L’hacker è tra i pochi privilegiati che può ancora scegliere da che parte stare. Ecco allora che Lisbeth Salander è allo stesso tempo un’eccezione e la rappresentante di una nuova specie, in qualche modo più consapevole della realtà del mondo in cui viviamo.

Fabio Ghioni official website

www.fabioghioni.net

Hacker Republic

www.hackerrepublic.it

Intervista ad Alex Badalic su Zooppa Blog!!!!

Intervista a Evy Arnesano, musicista, cantante, autrice

“Faccio musica da tantissimi anni, presente su my space da tre e su facebook da uno.

Ricordo ancora l’entusiasmo con cui ho preparato la mia pagina my space, esteticamente conforme ai miei gusti vintage, ricca di foto e con un layout accattivante.

Ricordo invece l’iniziale diffidenza nei confronti del bianco muro di fb.

Ad un anno di distanza, secondo account (dal primo fui defenestrata dopo un mese), devo ammettere che facebook mi ha risucchiato completamente assorbendo la maggior parte del mio tempo dedicato alla rete, a discapito della pagina di my space che risulta meno dinamica per la comunicazione istantanea, ma alla quale non rinuncio perché espressione, in un colpo d’occhio unico, di parecchie delle mie realtà: i miei brani, i post del blog, il mio immaginario estetico.

Per ora non intendo rinunciare ai social avendo un bilancio complessivamente positivo dei rapporti che intrattengo con centinaia di persone alcune delle quali ho avuto la fortuna di conoscere dal vivo, rivelandosi interessanti e conformi alla loro realtà virtuale.

Non sopporto molto le discussioni esasperate intorno al virtuale demonizzato, interpretato come indice di solitudine o di chissà quale falsità del proprio essere.

Io credo molto semplicemente che in un social network così come nella vita reale si possano incontrare persone le più disparate, e non si può pretendere in tutti i casi schiettezza e sincerità al bar come in rete.

Sta al nostro personale buon senso fare da filtro e salvaguardarci.”

Evy Arnesano

Seguite Evy su www.myspace.com/evyline

A U G U R I

Davvero i Vip sono Vip?

Da oggi comincio la mia collaborazione con il Blog di ZOOPPA: riproporrò le interviste da me fatte ai Vip sui socials, con nuovi aneddoti e nuove storie…

Seguitemi numerosi!!!!

http://blog.zooppa.it/2009/12/facebook-davvero-i-vip-sono-vip/

Realtà Aumentata

Oggi è stato bello svestire i panni di cartoon ed incontrare con Giovanni a Venezia Massimo Prizzon…

In una gelida e polare città  finalmente non sono più un amico solo virtuale di Massimo …

Senzazioni, colori, progetti per il domani stanno diventando realtà …

E la telefonata a Marco svela che io esisto, e con essa tutti i nostri progetti che presto metteremo in cantiere  …

Ora ascolto il Fluido Rosa che suona “THE GREAT GIG IN THE SKY” , e tra mille emozioni progetto il futuro …

Aumentato di ottava, aumentato di realtà …

Intervista ai Littlepills

Da quanto usi i social networks?

Uso i social networks da sempre. Mi hanno cacciato più volte per eccesso di attività.

Ho passato un lungo periodo da solo senza nessun amico online. Un periodo molto duro… ho dovuto aver a che fare con la vita reale…

Come li usi?

Li uso durante il giorno, come pausa dal lavoro. Da quando ci sono i social network non mi congelo fuori per fumarmi le sigarette. Pubblico i miei lavori e chatto con chi mi cerca. Ecco in questo momento c’è un Alessandro Tartaglia che mi scrive. Gli chiedo come usa i social network.

10:01 Little

sto scrivendo un’intervista sui social network, dammi una mano. tu come li usi i social network?

10:01 Alessandro

ahahah

scrivi che li uso

che ne so

10:02 Little

sì, ma li usi per fare cosa?

10:02 Alessandro

ma seriamente dici?

10:02 Little

sì sì

poi copio incollo la chat

10:03 Alessandro

ahahah

scrivi così che fa effetto

10:06 Alessandro

utilizzo i social network non tanto per promuovere le mie cose ed il mio lavoro, ma per avere esperienza delle cose che girano nella testa delle persone e capire dove che andrà a finire il mondo…

una cosa democristiana insomma


Ecco adesso a confronto mi sento un superficiale.

Li ritieni un strumento valido per comunicare?

Ovviamente sì, cosa c’è di più valido per comunicare? Il telegrafo?

Ma sentiamo cosa ne pensa Alessandro Tartaglia:

10:09 Alessandro

credo che i social network siano uno strumento contemporaneo nel quale il livello di comunicazione che si può raggiungere è strettamente legato all’uso che ogni singolo individuo ne fa.

Hanno sicuramente accorciato le distanze tra le persone aprendo a tutta una serie di possibilità prima quasi impensabili…nel mio caso ad esempio è molto più semplice contattare un editore piuttosto che un possibile collaboratore….potrei non aver voglia di rispondere a questa domanda e proporla a cento persone ottenendo altrettante risposte e scegliere la migliore garantendomi di fare una bella figura….ovviamente non lo farò mai….o forse si…..

credo che i social network siano utili alla condivisione più che alla comunicazione comunque….vogliamo condividere qualcosa?

Ok, purché ci sia da guadagnare!

Hai instaurato rapporti lavorativi grazie ad essi?

Sì, certo. I social network investono ovviamente qualsiasi campo. Non fino al punto di fare le riunioni su Facebook ma un primo incontro spesso avviene lì.

Alessandro Tartaglia la pensa esattamente come me.