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Archive for Giugno 2009

Un concerto per Vallà di Riese (Tv)

Giugno 29, 2009 raffaellosetten 5 commenti

Un concerto per Vallà di Riese
nasce un bel progetto di solidarietà
Da Donatella Rettore l’idea di un concerto di solidarietà per Vallà di Riese Pio X il 4 ottobre a Treporti (VE) in occasione di “Abbraccio per Giorgio” evento in ricordo di Giorgio Panto.

“Sono stata a cantare a Milano per l’Abruzzo….e non facciamo niente per queste persone che abitano a tre kilometri da casa mia? non è possibile!” è così che Rettore, poliedrica artista di Castlefranco Veneto, ha lanciato l’idea di un concerto per raccogliere fondi a favore dei cittadini drammaticamente colpiti dal tornado che ha devastato in particolare Vallà di Riese Pio X. Le prime due persone contattate dall’artista sono state Red Canzian e Fabio C. Fioravanzi che hanno subito entusiasticamente risposto all’invito. Il conduttore televisivo, ha dedicato all’iniziativa una puntata speciale di “Promesse & Fatti” (talk show in onda su Antenna 3 Nordest), e ha a sua volta coinvolto l’editore dell’emittente Thomas Panto (con Rettore nella foto di Claudio Campagnolo) che ha proposto di organizzare il concerto il 4 ottobre a Cavallino Treporti (VE) in occasione di “Abbraccio per Giorgio”, organizzato in ricordo del padre scomparso. Rettore ha accolto entusiasticamente la proposta, che ha già il Patrocinio della Provincia di Treviso grazie al suo Presidente Leonardo Muraro e quello della Regione Veneto assicurato in diretta televisiva da Giancarlo Galan il quale ha aggiunto: “il patrocinio è poco e non basta, posso assicurare che la Regione Veneto farà tutto il possibile per sostenere questa iniziativa e contribuire affinchè sia un successo!”. Stessa entusiastica reazione da parte di Red Canzian che ha detto senza esitazione che farà di tutto per esserci: “avremo da poco finito l’ultima turnee dei Pooh, e io, come mia figlia Chiara, che era sul palco a Milano con Rettore, e con mio figlio, che ora è in turnee come batterista con Patty Pravo, faremo tutto il possibile per aiutare questa bellissima iniziativa!”. Un ulteriore imprimatur è arrivato, sempre nel corso della trasmissione, dal Ministro Luca Zaia che ha detto: “ad ‘Abbraccio per Giorgio’ non posso mancare, è un ricordo doloroso e profondo nella mia vita, e vista la concomitanza con questo nuovo evento, se non accadranno fatti imprevisti, sarò lì a testimoniare la mia solidarietà”. Altra immediata ed entusistica adesione è arrivata dai presenti in studio, da Max Biraghi di Radio Company a Claudio Campagnolo, Direttore di “UNOmagazine” e speacker di Radio Padova, dal Campione del Mondo di ciclismo Moreno Argentin, che si è impegnato ad aiutare a mobilitare il mondo sportivo, alla sua compaesana e volto di Antenna 3 Nordest Daniela Ribon per coinvolgere invece il mondo scolastico. Sempre in studio c’era la storica ideatrice del Casting prima Fininvest e poi Mediaset Gianna Tani, ora impegnata nella Giuria di Miss Italia dopo il successo dello show di Lorella Cuccarini cui ha partecipato, che a sua volta si è impegnata a collaborare per quello che le sarà possibile.Allo stesso modo ha aderito il neo sindaco di Vittorio Veneto Gianantonio Da Re che da Segretario della Lega Nord della Provincia di Treviso si è impegnato a sensibilizzare tutti i Sindaci della Provincia a sostegno degli sfortunato colleghi di Vedelago e soprattutto di Riese, così come hanno assicurato la loro collaborazione il Presidente del Gruppo PD in Regione Veneto Giovanni Gallo e Daniele Stival, Segretario provinciale della Lega nel territorio dove si svolgerà il concerto.
Adesioni anche dai Jalisse, vincitori a Sanremo con “Fiumi di parole”, del duo comico delle Bronse Querte, degli Assessori della Regione Veneto Elena Donazzan e Renzo Marangon…del tronista Luca Dorigo e di altri artisti veneti che hanno offerto la loro disponibilità a partecipare

Anche Umberto Smaila tra gli ospiti che hanno dato la propria disponibilità ad intervinire!!!!

http://www.facebook.com/group.php?gid=208616775067&ref=mf

Intervista a Massimo Bernardi, *

Giugno 9, 2009 raffaellosetten 1 commento

massimobernardi

*  Onnivoro musicale nato al principiare dei 60, divenuto inevitabilmente radiofonico, meno inevitabilmente organizzatore di concerti, a seguire produttore indipendente aggressivo e rompiscatole, critico musicale assai critico, ufficio stampa e addetto a pubbliche relazioni con la puzza sotto il naso, discografico venduto all’industria del profitto, responsabile radiofonico tollerante e pure troppo pacifico … e poi giardiniere improvvisato e decoratore col vizio del gol.

E tutto questo solo per avere una casa tra campagna, cielo e mare dove coltivare piante e crescerle amorevolmente coi watt provenienti dai suoi dischi preferiti, davvero troppi da citare.

Un uomo davvero bizzarro.

“Ciao Raphael,
se Faccialibro ha cambiato la mia vita non so dirti. Sinceramente non credo, alla luce del fatto che la mia vita è un casino costante che faccio estrema fatica a mettere giù a terra ed a guardarla da una certa distanza. Ci sono un mucchio di cose che ti cambiano di più e sostanzialmente la vita, un figlio, 12 miliardi al superenalotto, una malattia. Manco l’amore, ad un certo punto, ci riesce più (a qualcuno questo non è mai successo, peggio per lui).
Oh, beh, è vero Feisbuc ti mette in contatto con un mucchio di gente ed assolve piuttosto bene ad un paio di funzioni fondamentali per uno che si occupa di musica: ti ricorda costantemente date di concerti, accadimenti di varia natura relativi alla musica stessa (pure robaccia inutile, però,  tipo , chessò, l’uscita di un ennesimo inutile album di un Pino Daniele qualsiasi o del fatto che una canzone di rara bruttezza come Questo piccolo grande amore sia dichiarata canzone del secolo …ma in che ca**o di paese viviamo? Gli altri c’hanno i Bitols, Gionni Cash .. oddio persino Sinatra è meglio, noi chi c’abbiamo? Baglioni! Mavaffanculo, va!) e via discorrendo -
E poi FakeBook abbraccia tutte le tue attività, ce le puoi infilare tutte dentro e ci stanno, spesso producono degli effetti d’eco sui quali è meglio non speculare eccessivamente ma che hanno, tuttavia, un qualche valore di indirizzo. Poi FuckBook serve a rimorchiare, non sapete quanto si rimorchia fin quando non ci provate, certo farete un po’ la figura dei poveracci se lo farete costantemente perchè la fareste comunque ovunque e dovunque … ma il bello è che, come per tutte le situazioni da appuntamento al buio, la fantasia decolla. Io, però,  detesto giocare, annusare per poi non toccare, quindi attenzione al mignottame, a perdere tempo, a masturbarsi troppo (che è sempre una pratica sana ma sulla quale vale sempre il sistema dell’equilibrio). In tutta sincerità FairyBook è piombato nella mia vita al momento giusto, che in effetti era uno sbagliato ed ha molto aiutato a tirare su il mio morale ed in qualche modo ha implementato il desiderio di fare dei cambiamenti. Ecco, Furabaus in questo ha svolto una funzione, non insostituibile però efficace. E credo la continuerà a svolgere nel futuro, per me non so ma per altri sicuramente, perchè  ha sdoganato definitivamente il pc come mezzo di comunicazione tra  bipedi anche trasversalmente alle classi di appartenenza, alle classi di età. Specialmente miei coetanei e qualcuno più vecchietto  han mosso il sederino per cercare, cercarsi, trovarsi, trovare. Fino ad ora per molti il computer era un incubo lavorativo, ora è friendly. Non rivoluzione, Flybuc è stata l’evoluzione ovvia, ma in definitiva molto lenta, della comunicazione umana, non è che un passo ennesimo, che non cambia molto a chi certa tecnologia comunicativa già la usa con profitto e da anni (uno strumento ulteriore per muoversi ed agire) ma che ha costretto un bel po’ di gente a fare i conti con una realtà che li aveva letteralmente trapassati. Che poi i mezzi di comunicazioni aiutino a risolvere ma non risolvano i problemi di chi ce l’ha e che questi vanno attaccati frontalmente in altra sede è solare da quando esiste internet, le chat e quanto di altro. D’altronde ai tempi dell’invenzione del telefono c’era già chi si lamentava del dove saremmo andati a finire, figurarsi con la scomparsa delle lettere da amanuensi. Quelli che rimpiangono l’uso della parola, il suono della stessa e dell’italiano che scompare in luogo di una roba non ben comprensibile che deve stare entro un certo numero di righe, battute, spazio.
Ci sono quelli che buttano via il televisore, staccano la spina o non lo accendono  perchè hanno paura di diventarne schiavi.
Io intanto il mezzo lo uso, come lo uso , abuso o se ne vengo abusato questo è un altro paio di maniche. Chi non ha uno straccio di personalità soccomberà comunque.

Massimo Bernardi”

Intervista a Giovanni Blandina, scrittore

Giugno 3, 2009 raffaellosetten 2 commenti

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“Io. Una lacrima di gioia” è il mio nuovo romanzo.

Nasce da una domanda sciocca che mi posi lo scorso anno: “Che cos’è una lacrima?”.

Ho conciliato il mio modo di scrivere con la risposta a questo quesito, fondendo il tutto in una storia contemporanea ambientata a Roma. Un Lacrima. E’ lei la vera protagonista che, nascosta negli occhi di Lucìe, racconta in prima persona il suo essere, la sua esistenza e ciò che vede.

Una lacrima vive nascosta nei nostri occhi aspettando il momento di poter nascere. Questa lunga e frustrante attesa è raccontata da lei in prima persona, con tutti i dubbi e le mille domande che possono nascere. Sarà lei una lacrima di gioia? Sarà lei una lacrima di dolore? Potrà consumare per intero la sua breve vita scorrendo sul volto di Lucìe o sarà spazzata via da una mano? Una semplice lacrima può in realtà avere differenti vite, differenti forme, ma tutte nascono da un’emozione.

Ed’ è quella che coinvolge Lucìè e Mattia che lei vive e racconta. Due ragazzi tanto diversi s’incontrano. Lei dolce e bellissima, lui selvaggio e ribelle. Non è un libro che racconta una storia d’amore, ma racconta un’emozione, e termina proprio quando la storia d’amore ha inizio. Un’emozione difficile da vivere perché nel suo percorso due oggetti rimasti divisi per molto tempo, vengono ricongiunti e portano alla scoperta di un cofanetto che cela all’interno una lettera.

“Io. Una lacrima di gioia”, è un romanzo molto veloce, dove si affrontano argomenti molto importanti come la famiglia, il tradimento, l’amicizia e il perdono e ha l’unicità di essere raccontato e vissuto non da una persona ma da una “cosa”.

Questo rappresenta il mio modo di scrivere. Penso che il nostro carattere sia determinato da una miscela di fattori primi come l’amore, la ragione, la vista. Io scriverò un libro utilizzando in ciascuno, uno di questi fattori primi come soggetto. Il primo era raccontato da un cuore e descriveva l’amore, il secondo è raccontato da una lacrima e descrive un’emozione, il terzo sarà raccontato da una mano perché il tatto è fondamentale nella nostra esistenza. La parte complessa, di questa pazza idea, è il cercare di valutare tutte le situazioni sfruttando il solo punto di vista del fattore primo protagonista nella storia. Questo sono io, questo è “Giovanni Blandina”.

Uno scrittore, o aspirante tale, che ha deciso di mettere a disposizione la sua letteratura a favore del volontariato. Un libro come strumento di trasporto di un messaggio d’amore.

Ecco che le mie pazze idee oggi portano il nome di “Una goccia… di gioia”. Un iniziativa nazionale stretta con Fratres donatori di sangue, e con Gian Carlo Minardi indiscusso protagonista nel mondo della Formula uno. Letteratura e sport si uniscono per la donazione del sangue. Un’iniziativa raccontata da un logo rosso applicato sulle vetture del Team Minardi by Corbetta competizioni, e disegnato sulla quarta copertina del mio libro, che vogliono andare a cercare egli sportivi e i lettori per sensibilizzarli sull’importanza della donazione del sangue.

Il libro e l’iniziativa sono stati ufficialmente lanciati ad Adria in concomitanza con la prima gara di Formula3, trasmessa in diretta su Nuvolari, il dieci Maggio 2009.

Questo romanzo e l’iniziativa che ho creato, rappresentano uno dei miei più importanti progetti che ho realizzato in tutta la mia vita e spero che tanti possano apprezzare il mio scrivere e il mio entusiasmo di affrontare la vita. Entusiasmo che mi ha spinto a scrivere una canzone come colonna sonora di tutta l’operazione e tratta da un capitolo del libro, ed entusiasmo che potete condividere con me sul mio blog  www.giovanniblandina.blogspot.com

Per tutte le informazioni

giovanni.blandina@tiscali.it

www.giovanniblandina.blogspot.com

Su Facebook: Giovanni Blandina

Dal primo capitlo di “IO. Una lacrima di gioia”.

Vivere l’ansia di una lunga attesa. Vivere l’attesa di poter nascere e vivere l’ansia di scoprire per quale motivo sarei venuta al mondo. Non sono io la prima a dire che spesso l’attesa di un evento è più emozionante dell’evento stesso, e così per molto tempo il mio destino, incerto e imprevisto, sarebbe stato legato a lei. L’avrei seguita in ogni suo passo, avrei vissuto il sole dei suoi giorni e avrei riposato con lei in ogni sua notte di sonno.
Lucìe, era una dolce ragazza di trent’anni che viveva in una graziosa villetta a Ostia. Nel suo viso sottile i suoi occhi erano protagonisti. Due grandi pupille nocciola erano incastonate come diamanti nelle bianchissime sclera da dove spesso mi specchiavo. Aveva la fortuna di essere nata e cresciuta in una ricca famiglia romana. Una ricchezza nata da tanto dolore e tanta sofferenza che tante lacrime fece versare. Lacrime ormai dimenticate, non per semplicità, ma per non farne nascere di nuove.
E’ veramente strana la vita di una lacrima. Attende nascosta il momento di poter finalmente nascere, per poi miseramente morire dopo pochi secondi. Le più fortunate accarezzano il viso di chi le fa scorrere, le più sfortunate muoiono subito, spazzate via da una mano che non vuole che esse facciano il loro breve corso. Ogni lacrima ha una sua unicità, nasce in un preciso momento, drogata da fattori inrepplicabili. Alcune scorrono su un sorriso, altre su labbra tremolanti di un pianto. Alcune sono di gioia, altre di dolore.
Ecco il tormento che funestava i miei giorni. Ecco l’unico domanda che dava un senso alla mia esistenza. Frustrata da un’attesa indefinita, consapevole di nascere per morire, l’unica cosa che mi chiedevo ogni giorno era se sarei stata di gioia o di dolore…….

Giovanni Blandina

copertina

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