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Intervista a Massimo Bernardi, *

massimobernardi

*  Onnivoro musicale nato al principiare dei 60, divenuto inevitabilmente radiofonico, meno inevitabilmente organizzatore di concerti, a seguire produttore indipendente aggressivo e rompiscatole, critico musicale assai critico, ufficio stampa e addetto a pubbliche relazioni con la puzza sotto il naso, discografico venduto all’industria del profitto, responsabile radiofonico tollerante e pure troppo pacifico … e poi giardiniere improvvisato e decoratore col vizio del gol.

E tutto questo solo per avere una casa tra campagna, cielo e mare dove coltivare piante e crescerle amorevolmente coi watt provenienti dai suoi dischi preferiti, davvero troppi da citare.

Un uomo davvero bizzarro.

“Ciao Raphael,
se Faccialibro ha cambiato la mia vita non so dirti. Sinceramente non credo, alla luce del fatto che la mia vita è un casino costante che faccio estrema fatica a mettere giù a terra ed a guardarla da una certa distanza. Ci sono un mucchio di cose che ti cambiano di più e sostanzialmente la vita, un figlio, 12 miliardi al superenalotto, una malattia. Manco l’amore, ad un certo punto, ci riesce più (a qualcuno questo non è mai successo, peggio per lui).
Oh, beh, è vero Feisbuc ti mette in contatto con un mucchio di gente ed assolve piuttosto bene ad un paio di funzioni fondamentali per uno che si occupa di musica: ti ricorda costantemente date di concerti, accadimenti di varia natura relativi alla musica stessa (pure robaccia inutile, però,  tipo , chessò, l’uscita di un ennesimo inutile album di un Pino Daniele qualsiasi o del fatto che una canzone di rara bruttezza come Questo piccolo grande amore sia dichiarata canzone del secolo …ma in che ca**o di paese viviamo? Gli altri c’hanno i Bitols, Gionni Cash .. oddio persino Sinatra è meglio, noi chi c’abbiamo? Baglioni! Mavaffanculo, va!) e via discorrendo -
E poi FakeBook abbraccia tutte le tue attività, ce le puoi infilare tutte dentro e ci stanno, spesso producono degli effetti d’eco sui quali è meglio non speculare eccessivamente ma che hanno, tuttavia, un qualche valore di indirizzo. Poi FuckBook serve a rimorchiare, non sapete quanto si rimorchia fin quando non ci provate, certo farete un po’ la figura dei poveracci se lo farete costantemente perchè la fareste comunque ovunque e dovunque … ma il bello è che, come per tutte le situazioni da appuntamento al buio, la fantasia decolla. Io, però,  detesto giocare, annusare per poi non toccare, quindi attenzione al mignottame, a perdere tempo, a masturbarsi troppo (che è sempre una pratica sana ma sulla quale vale sempre il sistema dell’equilibrio). In tutta sincerità FairyBook è piombato nella mia vita al momento giusto, che in effetti era uno sbagliato ed ha molto aiutato a tirare su il mio morale ed in qualche modo ha implementato il desiderio di fare dei cambiamenti. Ecco, Furabaus in questo ha svolto una funzione, non insostituibile però efficace. E credo la continuerà a svolgere nel futuro, per me non so ma per altri sicuramente, perchè  ha sdoganato definitivamente il pc come mezzo di comunicazione tra  bipedi anche trasversalmente alle classi di appartenenza, alle classi di età. Specialmente miei coetanei e qualcuno più vecchietto  han mosso il sederino per cercare, cercarsi, trovarsi, trovare. Fino ad ora per molti il computer era un incubo lavorativo, ora è friendly. Non rivoluzione, Flybuc è stata l’evoluzione ovvia, ma in definitiva molto lenta, della comunicazione umana, non è che un passo ennesimo, che non cambia molto a chi certa tecnologia comunicativa già la usa con profitto e da anni (uno strumento ulteriore per muoversi ed agire) ma che ha costretto un bel po’ di gente a fare i conti con una realtà che li aveva letteralmente trapassati. Che poi i mezzi di comunicazioni aiutino a risolvere ma non risolvano i problemi di chi ce l’ha e che questi vanno attaccati frontalmente in altra sede è solare da quando esiste internet, le chat e quanto di altro. D’altronde ai tempi dell’invenzione del telefono c’era già chi si lamentava del dove saremmo andati a finire, figurarsi con la scomparsa delle lettere da amanuensi. Quelli che rimpiangono l’uso della parola, il suono della stessa e dell’italiano che scompare in luogo di una roba non ben comprensibile che deve stare entro un certo numero di righe, battute, spazio.
Ci sono quelli che buttano via il televisore, staccano la spina o non lo accendono  perchè hanno paura di diventarne schiavi.
Io intanto il mezzo lo uso, come lo uso , abuso o se ne vengo abusato questo è un altro paio di maniche. Chi non ha uno straccio di personalità soccomberà comunque.

Massimo Bernardi”

  1. Rossela Spadi
    Giugno 9, 2009 alle 6:19 pm | #1

    Complimenti Massimo, ho notato che hai parlato di Facebook senza mai dire la parola incriminata:”Facebook”. Che dire sei un vero Maestro! Hai descritto per filo e per segno tutti gli aspetti, nel bene e nel male di questo fenomeno multimediale.Oddio, si dice così? Perchè io sono tra quei “vecchietti” che, grazie a Facebook(io lo voglio scrivere per intero) hanno talmene familiarizzato con questo modo di scambiarsi idee,di far circolare il pensiero,di trovare anche supporto morale che, oggi come oggi,lo confesso,a me dispiacerebbe moltissimo di farne a meno.E pensare che solo un anno fa non avevo mai nemmeno visto una mail, anzi e-mail ! Beh, che dire, a me pure piace questa sorta di “Banco del mutuo soccorso”del XXI secolo e ringrazierò sempre chi ha fugato il mio scetticismo iniziale! Certo mi associo, tutto va visto sempre con il dovuto senso critico, altrimenti si rischia il plagio…eppure ho constatato con piacere che i miei nipoti di 20,17 e 12 anni, sono già talmente avvezzi a questo mezzo,che, nelle bufale, ci cascano molto, ma molto meno di me…Mi sa proprio che noi, che avevamo 16 anni nel ‘68, siamo stati proprio una generazione di creduloni..però la musica che abbiamo avuto noi, nun se batte…sempre Baglioni permettendo…ah,ah,ah !
    Rossella

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