Intervista a Roldano De Persio

Come è cambiato il tuo modo di comunicare grazie ai social network?

Potremmo dire in modo radicale. Facebook ha determinato un cambiamento nel mio modo di relazionarmi con la rete, ma anche con gli amici, che è paragonabile ad una rivoluzione copernicana.Prima che arrivasse Facebook, gestivo solo un blog (The Marketer) e quasi tutte le relazioni passavano principalmente tramite gmail. Una volta iscritto a Facebook – in un periodo non sospetto quanto in tutta Italia eravamo appena 400 mila utenti – ho cominciato ad iscrivermi a tutto: da friendfeed a twitter. Sarà un mio aspetto caratteriale, ma fin da subito ho trovato naturale il concetto di status e di esternazione pubblica di propri pensieri. In conclusione potrei dire che sono cambiati solo i canali che usavo, mentre l’idea di esternare c’era già prima di Facebook o Twitter.

Come li usi?

Sono stato più di una volta iscritto a FrendFeed, ma poi l’ho trovato troppo parrocchia o condominio. Sempre i soliti personaggi o storie. Un posto un po’ asfitico. Finché ci sono stato ho provato a divertirmi, ma il gioco è bello finche dura poco. Facebook è tutta un’altra storia. Io lo uso anche per motivi professionali e sono quindi costretto a usarlo tutti i giorni. Facebook poi è un ambiente differente, più ampio con relazioni parallele che si possono gestire a più livelli. Twitter lo uso molto poco perché non ho ancora capito come usarlo bene. Ho troppi interessi e Twitter si adatta bene solo alle nicchie e questo ho avuto modo di verificarlo per lavoro.

Da quanto tempo li usi?

Come ho già detto fin da quando ne sono venuto a conoscenza. Se non sbaglio sono su Facebook dall’agosto 2007, quando in italia eravamo appena 400 mila iscritti! Twitter lo stesso l’ho scoperto presto e si stava diffondendo tra chi era iscritto a FriendFeed.

Cosa ne pensi veramente?

Io, come si può facilmente capire dalle mie risposte precedenti sono un early adopter e provo qualunque social network mi capiti di venire a conoscenza. Tutti i Social Network hanno pregi e difetti e come avviene  per tutte le cose bisogna imparare a saperle gestire. Banale, ma vero!

Durante la mia vita lavorativa ho avuto modo di vedere il mondo dell’informatica a tutto tondo. Ho iniziato facendo il sistemista di sistemi UNIX Sun e Hp e ho poi continuato facendo il programmatore web realizzando applicazioni in linguaggio php. Ho fatto il commerciale e poi mi sono occupato di marketing sempre per aziende legate all’informatica e al Web. Questa formazione dal basso mi ha permesso di capire tutti gli aspetti importanti del SEO, che è l’attività professionale che mi sono ritagliato in questi ultimi anni. Occuparsi di SEO da un punto di vista strategico significa ripercorrere tutti i passaggi della mia vita lavorativa passata. Bisogna conoscere la sistemistica e la programmazione dei linguaggi web e allo stesso tempo bisogna sapersi interfacciare con il marketing e gli amministratori delegati delle aziende che vogliono avvalersi del SEO come forma di pubblicità sul Web. Non basta, bisogna conoscere anche le tecniche di scrittura e trasmettere le proprie conoscenze alle redazione che cura i testi del sito Web.

Per fare tutto questo bisogna essere sul pezzo sempre, inoltre bisogna essere disposti ad investire soldi e tempo, anche facendo esperienze e corsi all’estero, per migliorare le proprie competenze e renderle aggiornate e al pari con i tempi di un settore in continuo mutamento come il SEO appunto. Mi definisco un SEO strategist, un direttore d’orchestra del Web, il Wolf che risolve i problemi come nel film di Tarantino, ma ultimamente sto estendendo le mie attività nel Viral Marketing e nel Social Media Marketing. Sempre più spesso aziende, anche piccole, vogliono sperimentare nuovi modi per entrare in contatto con i propri clienti e prospect. Facebook è ormai sulla bocca di tutti e questo sta condizionando anche i budget dedicati al Marketing. Io come molti altri stiamo sperimentando sempre nuovi modi e tecniche su Facebook da offrire come servizio ai nostri clienti. Non dimentichiamoci poi che esiste anche Twitter.

Attualmente sono un libero professionista che collabora con varie realtà come ad esempio una Web Agency e uno studio di avvocati, ma il mio così detto sogno nel cassetto sarebbe quello di mettere in piedi un’agenzia di comunicazione digitale di dimensioni internazionali, capace di realizzare progetti creativi, ma anche capace di avere il Know How tecnologico per definire delle scelte strategiche ben precise. Arrivare a realizzare un sogno simile implica impegno, ma anche tanta fortuna visto il paese in cui ci troviamo e alla fine mi accontenterei di essere semplicemente il Seth Godin italiano. Modesto vero?

Se non facessi questo mestiere farei il fotografo, anzi l’artista! Che ho esposto con una personale durante il Festival della Fotografia a Roma nel 2006 l’ho già detto? Ecco questo per dire che la mia vita non si riduce certo al SEO e all’attività lavorativa. Anzi approfitto, mentre ci avviamo verso i titoli di coda, per dire che la mia vita è migliorata sensibilmente da quando ho deciso di utilizzare la bicicletta per i miei spostamenti in città.

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